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Temporary Management per le PMI

Perché le piccole e medie imprese possono trarre vantaggio più di
ogni altra realtà dal ricorso al Temporary Management


Per approfondimenti consultare
www.temporary-management.com




Game over? Percorsi  professionali per gli over 40
 a cura di Paola Brivio
e Maurizio Quarta

disponibile a settembre nelle librerie
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Ricerca ISTUD – Fondirigenti sul ruolo del management nelle PMI in crescita
(con il contributo di Temporary Management & Capital Advisors)
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Temporary Management

 

4. Perché le aziende scelgono un TM?
Indagini svolte nei principali paesi europei hanno evidenziato le principali motivazioni per cui le aziende ricorrono ad una soluzione di TM:
  • Flessibilità, forse la motivazione maggiormente ricorrente, soprattutto per quanto concerne la possibilità di disporre di competenze di alto livello, senza alcun appesantimento dei costi fissi di lungo periodo;
  • Velocità nell’avviare il progetto: nella norma, in meno di due settimane è possibile far entrare il manager in azienda;
  • Qualità del manager e della soluzione complessiva;
  • Efficacia nel raggiungimento della soluzione ottimale al problema posto;
  • Operatività immediata, derivante dal livello di seniority dei manager impiegati e dal loro tendenziale sovradimensionamento;
  • Motivazione dei manager, fortemente orientati allo specifico progetto;
  • Nessuna complicazione ed onere legato al termine dell’incarico;
  • Efficienza in termini di costi.

Tali ricerche hanno evidenziato anche le seguenti aspettative:

    • spesso, l’esigenza di un servizio più che quella di un manager solo: questa esigenza viene manifestata con maggior frequenza dalle PMI che esprimono il bisogno di essere guidate e accompagnate, in forme più o meno intense, durante tutta la vita di un progetto;
    • un manager di grande esperienza che sappia anche essere un grande operativo e un realizzatore;
    • un manager che sappia integrarsi operativamente con il gruppo alla guida dell’azienda, senza mai scendere ad un eccessivo livello di familiarizzazione e omologazione con lo stesso;
    • direttamente legato al punto precedente: un manager intellettualmente indipendente, poco propenso alla “politica” e a fare gruppo per difendere la propria posizione o i propri interessi, e dotato di forte senso dell’obiettività;
    • un manager il cui senso etico sia assolutamente fuori discussione.


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